La realtà televisiva

televisione

La realtà che noi conosciamo è sempre più condizionata dai massmedia, soprattutto quando questa sfugge alla nostra quotidianità. Non tutti i mass media hanno lo stesso peso, la stessa importanza. Il mezzo principe tramite il quale ricavare informazioni sul mondo che ci circonda, non importa se vicino o lontano, rimane la televisione, un mezzo accessibile a tutti. La televisione gioca quindi un ruolo chiave all’interno della nostra società.

Ma a proposito di televisione, si può parlare di manipolazione mediatica? Si pensa di si ma non si vuole qui sostenere che tutto ciò che dice la televisione sia preso come oro colato, ma che la televisione giochi, come si diceva sopra, un ruolo importante nella definizione della realtà. La realtà è manipolata dalla tv in due modi: 1) la realtà mediata è di per sè manipolata, per il fatto stesso di essere mediata. Un esempio di questo tipo di manipolazione, che potremmo definire strutturale, è stata totalmente visibile durante l’abbattimento della statua di Saddam Hussein. Ricordate, i tg di tutto il mondo riportarono immagini di una folla gremita di irakeni, esultanti per l’abbattimento della statua del rais da parte degli americani. La realtà non mediata fu un’altra: poco più di un centinaio di irakeni presenti in piazza; 2) non tutte le informazioni hanno lo stesso valore ovvero gli accadimenti, per poter diventare notizie, hanno bisogno di rispondere a determinati criteri, tra i quali, regola importante per la tv, l’audience. Quante sono le guerre dimenticate? Sono forse meno terribili? Volete divertirvi? Prendete un pezzetto di carta e seguite per una settimana un telegiornale, annotando i minuti dedicati per ogni singolo argomento e dopo tirate le somme della sensibilità di giornalisti e spettatori. Nel 1999 c’è stato chi si è già divertito facendo questo gioco, un risultato per tutti: i tg hanno dedicato, nell’arco dell’anno, all’Africa, nel suo insieme, lo stesso minutaggio riservato alla pretty woman Julia Roberts. Non male, semplicemente si è pensato, e probabilmente sarà cosi, che dell’Africa, un paese che sta letteralmente morendo di fame e allo stato delle cose sarà destinato a morirvi, non frega un fico secco a nessuno!(avrei preferito usare un’espressione più colorita ma mi sono auto-censurato). In questo senso opera la manipolazione mediatica che ci rimanda una realtà parziale, spesso con toni sensazionalistici privi di qualsiasi contestualizzazione. Una ricerca del 2003 dell’Università del Maryland rileva l’importanza dei mass media nella formazione dell’opinione pubblica ed in particolare come leggere un giornale contribuisca alla creazione di un’opinione pubblica cosciente. Lo studio, chiamato Pipa (Program on International Policy Attitudes), ha interrogato un campione sulla veridicità o falsità di queste tre affermazioni sulla guerra in Irak: 1) esistenza di rapporti tra Irak e Al Qaeda 2) presenza di armi di distruzione di massa in Irak 3) sostegno dell’opinione pubblica mondiale alla guerra americana. Il sostegno alla guerra era del 23% tra chi sapeva che tutte e tre le affermazioni erano false, del 53% tra quanti credevano vera una delle tre affermazioni, del 78% tra quanti credevano vere due delle tre affermazioni e dell’86% tra quanti credevano vere tutte e tre le informazioni. Chi affermava la falsità di tutte e tre le informazioni aveva come fonte informativa i giornali, in particolare quelli nazionali, la National public radio e il Public broadcasting service, mentre chi credeva alla veridicità delle informazioni aveva come fonte preferita la tv, in particolare tra quanti vedevano Fox News il sostegno alla guerra era dell’80%. (Paul Kennedy “Beata ignoranza” in Internazionale n.511 24/10/2003). La televisione ha dunque un ruolo importante, non è l’unico mezzo che informa, ci sono anche i giornali e c’è anche la rete, anche se il discorso sulla rete è più complicato vista l’assenza totale di filtri, ma come “proteggerci” allora da essa? Riscoprendo la cara vecchia carta stampata, vaccino contro le falsità. p.s. ovviamente non esitate a lasciare qui commenti, critiche e cazziatoni


commento: Gabriella

data: 22 ottobre 2004 credo che tu abbia perfettamente ragione anche se la questione è estensibile secondo me anche alla carta stampata. Il tutto sta nel senso critico di chi guarda o legge. Anche se già lo sforzo di leggere un giornale presuppone un certo livello culturale di base. Se uno si basasse solo su quello che legge, potrebbe trarre falsi miti anche dai giornali faziosi, mi riferisco ad entrambe le direzioni. Il tutto sta nel soggetto. Il porsi passivamente alle informazione riporta secondo me in tutti i casi ad un errore. (la realtà mediata è mediata….) p.s. non mi tacciare di margheritina o scudocrociatina che non sono…


l’autore risponde (lo so sto facendo lo sborone) data: 22 ottobre 2004 mi sono soffermato sulla tv principalmente perchè tra i mass media è quello più diffuso (la World Association Newspaper calcola che in Italia la distribuzione di quotidiani, compresi quelli gratuiti distribuiti per strada, sia di 129 quotidiani ogni 1000 abitanti) e secondariamente perchè le informazioni che provengono dalla tv non sono mai contestualizzate, non c’è un approfondimento di nessun tipo (o almeno difficilmente vi è). Lo stesso non si può dire della carta stampata: esistono molte più testate che non reti televisive sicchè tramite la carta stampata è possibile capire, che ne so, che interessi gravitano in una determinata area leggendo una rivista di geopolitica o semplicemente approfondire una questione di cronaca tramite la lettura del quotidiano. Per quanto riguarda lo spettatore o il lettore, esso non è mai passivo perchè di fronte alle informazioni non si pone apaticamente, ma le interpreta tramite proprie categorie. per finire, margheritina! (a ben ragione…conte docet!) senti stupidino…se vedessi come babbano certe persone davanti a studio aperto o se ricordassi la faccia della teresa davanti a fede mi daresti ragione.

comunque non ti avrei mai dovuto regalare il cd di internazionale si, ma decidono di babbare o no…scudocrociatina (conte docet!)