Fahrenheit 451

Il timore di un’immaginaria regressione

Fahrenheit_451

Ho appena visto Fahrenheit 451 di François Truffaut.

Oltre a rimandarvi a questo sito in cui è presente una dettagliata trasposizione della trama, qualche immagine e una composta critica…

http://www.activitaly.it/immaginicinema/fahrenheit451/fahrenheit_451.htm

cercherò in quest’articolo di diffondere sensazioni e impressioni datemi dalla visione del film.

Penso (impulsivamente) che sia il più grande film dell’orrore che abbia mai visto. Angoscia. Caspita quanto ho sofferto nel vedere un modo irreale che deve rimanere tale.

Nel medioevo e durante il regime fascista ce la siamo scampata bella! Ora basta… ci mancava ancora il film. Cmq oltre alla miriade di riferimenti che si possono cogliere nel gioco di rimandi e citazioni di Fahrenheit 451, il mio intento è quello di analizzare la scenografia e la scelta di elementi architettonici, tecnologici e di design.

Da queste poche immagini catturate con la mia digitale, perchè il tasto -Stamp- con i divx non funge, si evince la volontà di creare una dissonanza tra un mondo ipertecnologico dispotico e medioevale primitivo. Il rasoio elettrico viene gettato via per una lucida e tagliente lametta con il manico in bachelite. Nella casa vi è una sola televisore a muro (premonizione dei nostri televisori al plasma) ma i telefoni a cono sono disseminati ovunque. L’antenna televisiva è contrapposta a comignoli degni dell’arts and craft. La futuristica metropolitana appesa* e la linea ferroviaria abbandonata al termine della quale gli uomini libro si vanno a rifugiare.

Le case ignifughe sono degne del celebre film francese Mon Oncle di Jacques Tati oppure delle sempre più restrittive normative antincendio in vigore. Per non parlare del tronchi di cono con lampeggiante che delimitano il campo di azione dei pompieri (che non spengono gli incendi, li appiccano ai libri).

Insomma un esercizio scenografico con lo scopo di ridurre al massimo la comunicazione tra gli individui e massimizzando l’efficienza della solitudine voluta da una società degna del Grande Fratello di Orwell.

Le porte scorrevoli e le uniformi dei pompieri con caschetti e lanciafiamme aggiungono quel pò di grottesco che va forse in contrasto con la semplicità e la delicatezza delle opere di Truffaut.

Fahrenheit_451_fotogrammi

Aggiungo come nota, la somiglianza delle ambientazioni presenti in un altro film di una ipotetica società futura, Gattaca, plagio o citazione?

Cavolo, seconda nota mentre scrivevo stavo ascoltando, guarda caso, Fahrenheit Fair Enough dei Telefon Tel Aviv.

*qualcuno mi dica dov’è… in compenso vi posso dire che il centro di addestramento navale ripreso in La signora della porta accanto (sempre di Truffaut) è nei pressi di Grenoble. Gérard Depardieu pilotava una petroliera in scala, mezzo di addestramento per il quale centinaia di persone da tutto il mondo fanno la fila per avere un posto nel migliore dei tre centri al mondo.