Homo mediatico

VERSO UN RAZZISMO TECNOLOGICO

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nel piccolo mondo occidentale…

Le suggestioni rappresentano un ottimo mezzo per diffondere idee, far riflettere e sorridere. Nella certezza che qualche sociologo o studioso non ne abbia già fatto una pubblicazione corposa, riporto qui un mio pensiero che da un pò mi frulla in testa. La società umana ha attraversato tre grandi rivoluzioni: agricola, industriale e microelettronica. Quest’ultima non conosce soste, gli strascichi li vediamo tutti i giorni attraverso le nuove diavolerie tecnologiche.

Le ricadute sulla società sono inevitabili, esse modificano rapporti sociali, pensate ad un sms sbagliato e possono pregiudicare la nostra carriera lavorativa con un curriculum non adeguato. Sarà che sono il primo ad farci attenzione, ma sostengo una nuova forma di discriminazione che potrei chiamare razzismo tecnologico: inserisci il tuo nome su google, non esce niente… non sei nessuno. Come giudicare lo status di un individuo? Metti il suo nome su google e se esce qualcosa bene, altrimenti nella società mediatica non conti nulla. Anche nel caso limite di persone che non smanettano su internet, come artigiani, artisti, agricoltori, mestieri che con la rete non ci azzeccano nulla, il loro nome potrebbe essere indicizzato attraverso la pubblicazione di ipertesti che ne decantino la bontà del loro operato. Hai un sito personale o più siti parlano di te, Ok, sei un uomo che conta. Hai una miriade di siti che descrivono le tue gesta? Beh! Allora sei davvero importante! Un’altro metro per quantificare lo status di un individuo si chiama HD, hard disk. La piccola scatoletta che risiede nei nostri computer conserva la memoria di nostri lavori, viaggi, passioni, hobbies. Più mega, meglio giga hai pieni, più conti!

Un tempo i grandi della storia possedevano un grande biblioteca privata, opere d’arte e si permettevano viaggi di piacere. Oggi è cosa normale ma fisicamente non rimane più nulla, tutto è immagazzinato all’interno della memoria rigida del nostro pc. File di lavoro, foto digitali, film, tutto è invisibile ma misurabile. La discriminazione sociale in questo caso potrebbe avvenire attraverso ad un tasto destro proprietà. 50, 100, 200 giga pieni? Allora si che sei un very important people. 10 20 50 mega?… non sei nessuno. Nell’orrore della realtà qui descritta vi è ancora l’amore, un cocktail, il sole, uno scoiattolo, un timballo, una scultura. Fisicità tangibilmente invadenti dentro un mondo prossimo alla smaterializzazione.


Ecco un tipico esempio di razzismo tecnologico e discriminazione sociale compiuta attraverso le nuove tecnologie.

Un caso pratico arriva dall’i**** di s**** GIANLUCA che in un una vena di “intolleranza” insita in lui, cosa ti è andato a pensare una sera che eravamo in coda per entrare al The Beach° al centro di una marea di ragazzini tamarretti urlanti? Ha escogitato una serie di party organizzati all’improvviso e pubblicizzati attraverso una mail. I tamarretti, a giudizio del mio illustre amico e collega, nella loro giovinezza anagrafica, ristrettezza economica e limitatezza informatica verrebbero automaticamente esclusi.

In un mondo da scongiurare in cui i clubbers si sarebbero trasformati in massoni tecnologicamente dotati resistono per fortuna ancora i buttafuori, le risse e i minchia porcodddue! E l’ecstasy dove lo metti?