Deriva urbana

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Izmo utilizza questo strumento principalmente in relazione alle attività di Esplorazione e analisi urbana, Animazione territoriale e ha avuto modo di applicarlo concretamente nel corso dei progetti Terni 24h, Geografia relazionale nello scalo Vanchiglia, El Barrio Workshop, Einstein school workshop. Izmo use this tool mainly in relation to the activities of  Urban exploration and analysis and Social events, Izmo was able to apply it in practice during the projectsTerni 24h, Geografia relazionale nello scalo Vanchiglia, El Barrio Workshop, Einstein school workshop.
For a english treatment of Dèrive, the reader should refer to Dèrive | Urban Drift

La deriva era il principale mezzo esplorativo dei membri dell’Internazionale Situazionista, movimento rivoluzionario formato da artisti, architetti e studiosi di tutta Europa, attivo dal 1956 al 1972, anno ufficiale del suo scioglimento. L’I.S. è stato forse il più importante tentativo collettivo di costruire una critica alle nuove forme di dominio che si erano create in quegli anni, quali il consumismo e le nuove condizioni del capitalismo. Attraverso una critica radicale della società, essi auspicavano una rivoluzione culturale, con il superamento dell’arte e con l’intento di costruire situazioni. Il gruppo si fece promotore di un rinnovamento anche nel campo urbano, in aperta polemica con il funzionalismo dilagante, attraverso una nuova architettura e l’esplorazione psicogeografica dei siti: la deriva appunto. Gli studi psicogeografici si propongono di esaminare come le percezioni e le sensazioni soggettive, i desideri e le preoccupazioni individuali siano influenzati dalla geografia dell’ambiente urbano e, allo stesso tempo, come questi elementi influenzino e diano forma a quella geografia. La tecnica principale della psicogeografia consiste dunque nella deriva: un percorso libero, ma critico, sul terreno urbano. Compiere una deriva significa lasciarsi andare alle sollecitazioni dell’ambiente, scegliere in modo non razionale il percorso da seguire, smarrirsi consapevolmente fra le pieghe della città. E’ una tecnica ‘spontanea’ di esplorazione urbana che mira alla comprensione e alla conoscenza della città, percorrendola assolutamente fuori dagli itinerari turistici e irrimediabilmente seguendo direzioni accidentali, senza alcun tipo di limitazione o delimitazione. Questo per soddisfare non soltanto un interesse esplorativo, ma soprattutto per raggiungere un ‘disorientamento emozionale’ nell’osservare un nuovo contesto ambientale o i dintorni di un quartiere conosciuto, ma mai attentamente osservato. Prendendo spunto da questa pratica, l’attività del laboratorio Deriva si articola in una prima fase di esplorazione in gruppo nell’area di studio, non seguendo una mappa o un percorso prestabilito. Fissato il punto di partenza, i confini, il tempo di esplorazione ed eventualmente il punto di arrivo, si procede in modo libero, cercando di esplicitare le sollecitazioni indotte dall’ambiente circostante. Sono messi a disposizione vari mezzi, che ogni partecipante potrà scegliere di utilizzare liberamente, se non è fissato a priori un mezzo prestabilito. Nelle nostre varie esperienze sul territorio abbiamo individuato come mezzi più idonei la macchina fotografica, il blocco per schizzare e per appunti, il registratore audio, la cartina muta, ovvero una mappa del luogo senza alcuna indicazione didascalica dei luoghi, la telecamera e il binocolo. Sono mezzi che ognuno può scegliere di usare in base alla propria sensibilità o al risultato che si vuole ottenere in termini di dati raccolti. Questi permettono di focalizzare l’attenzione e di amplificare le potenzialità dei sensi. Servono da setaccio per focalizzare gli elementi che costituiscono la complessità dello spazio e permettono di raccogliere dei dati oggettivi che possono essere facilmente riorganizzati. A questa fase esplorativa possono seguire uno o più incontri di rielaborazione collettiva, col fine di focalizzare l’attenzione sull’esperienza, sulle sensazioni e sollecitazioni registrate, con l’opportunità di instaurare un dibattito critico e l’avvio di proposte progettuali. Gli obiettivi del Laboratorio deriva sono quelli di innescare una partecipazione attiva dell’utenza verso il territorio circostante, sia come consapevolezza personale dell’oggettività e delle potenzialità dei luoghi, sia come reale interesse e propositività nei tavoli di discussione. L’attività proposta si pone l’intento di riattivare lo spirito di osservazione e la curiosità per la città e per il quotidiano che ci circonda e che non sembra più sorprenderci, per cercare di aumentare la propria sensibilità nell’osservare e nel vivere.

Si veda anche:

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