Arte nello spazio pubblico

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Musei? ancora altri musei? Perché sempre e solo scatole per contenere oggetti?

Il discorso non è affatto radicale, credo che i contenitori servano per preservare, trasmettre alle generazioni future (e al tempo futuro) qullo che riteniamo importante e significativo. La mia osservazione nasce per una necessità di disambiguità sul concetto di trasmissione. Questo termine può avere due significati distinti: da un lato si può riferire ad un concetto di conservazione in un secondo caso all’azione di comunicare un contenuto. La seconda definizione presuppone e richiede a mio avviso un comportamento fortmeneto attivo, richiede che venga innescato un circolo vizioso di azioni e reazioni in modo che il soggetto si diffonda in modo frattale o caotico come succede nei sistemi complessi. Questi pressuposti sono difficili da ottenere se ci poniamo in un ambiente spazialmente delimitato come quello di un museo.

Ecco la mia posizione: se arte vuol dire comunicare, dire, suggerirre, guardare, riflettere pensare, capire, … non possiamo immaginarla solo dentro uno spazio finito (questo la rende principalmente statica) ma occorre metterla al centro di un sistema dinamico come può essere la città ed ecco quindi la mia passione per l’arte fuori dalle scatole o arte nello spazio pubblico. E allora artisti unitevi e non mollate, lanciate le vostre provocazioni direttamente al centro del sistema nevralgico, dritto al cuore…

http://www.woostercollective.com The Wooster Collective was founded in 2001. This site is dedicated to showcasing and celebrating ephemeral art placed on streets in cities around the world.

Un blog sull`arte pubblica in giro per il mondo.