Iu Ess Ei

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iu – ess – ei

iu – ess – ei

stati uniti. da non crederci. sali su un aereo e la sorte ti assegna una poltrona nella fila centrale. a parte l’accelerazione del decollo e le sgommate dell’atterraggio, per quanto ti riguarda potresti non essere mai partito. e invece scendi e tutti masticano un “uanagana” quasi incomprensibile, tutto è “sso cool”, ti parlano chiamandoti “man” o “guy”, tutto è sovradimensionato e così simile ai film da sembrare una caricatura. la bandiera ovunque, i cori natalizi nei centri commerciali, la sartoria italiana (mai vista da noi) dai prezzi alle stelle, il nauseante caffé degli starbucks , la cui folle temperatura tiene per un tempo incredibile, le inspiegabilmente minuscole bustine di zucchero, le enormi auto, le infinite limousine, i dollari che ti saltano fuori dal portafoglio, la mancia ai camerieri, le carte di credito, i grattacieli, la sorprendente gentilezza degli americani, le ragazze di milwakee che ti baccagliano, i colleghi americani (mark), l’incredibile facility manager (steve), la pronuncia mai corretta del mio nome, le bevande sempre troppo ghiacciate, il cibo stra-fritto che ti fa vedere i mac donald come paradisi del benessere, le case decorate con mille luci per natale – tutto splendido per natale, si può fumare nei locali, il vento, freddissimo, il presidente imperiale della american appraisal (ah, io lavoro per american appraisal), le signore degli uffici che si inteneriscono davanti ad uno sbarbatello chiuso in giacca e cravatta, i 100 sopralluoghi e le 1000 facce americane che dai “cubicals” ti guardano e pensano “ma questo chi è e perché mi fotografa?” ma nonostante tutto ti dicono “hi”, i letti straordinariamente comodi, l’onnipresenza della televisione (basket e football senza pietà) e dei suoi relativi accessori (poltrone vibranti in pelle multisnodo anatomiche anche termoriscaldate), i numerosi ciccioni, ‘sta pronuncia impastata che ti fa capire “dallas” quando dicono “dollars”, lo show pazzesco chicago bulls – los angeles lakers (let’s-go-bulls, let’s-go-bulls) il peggio gangsta modello video hip-hop che si scusa quando ti passa davanti, le tette gonfie per gli estrogeni, le tette al silicone, i culi mai a posto ma gli occhi magnifici.

mi è sembrato di star via una vita intera.

passioni, amicizie, impegni… tutto lontanissimo.

forse tanto più si dimentica quanti più chilometri si mettono tra noi e casa.