Parrocchia del Santo Volto

una cattedrale nel deserto, urbano

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scherzo da prete: la foto scattata di spalle alla chiesa ritrae il non quartiere

Ieri mi sono recato in visita alla nuova chiesa del Santo Volto progettata dall’architetto Mario Botta.

Nuova parrocchia del Santo Volto, via Borgaro angolo via Nole, Torino, Italia, 2000-2006

Data l’onnipresenza del Signore perchè non collocarlo in un qualsiasi luogo? Ma i signori non sono il Signore. Per non parlare delle signore, quelle che incontri sotto casa, passano dal mercato, accendono un cero, si sparano un rosario, gastronomia e due bignole, tornano a casa per preparare pranzo. Zdauree umarells -anche se ne sanno una più del diavolo- si trovano in difficoltà a raggiungere la chiesa per espletare la loro devota missione. Chi chiede l’elemosina non va al Santo volto: è troppo lontano. Un funerale, un battesimo, una comunione non si possono fare perchè è la parrocchia di nessuno, del nessuno che ha intorno. No, non è vero, li accanto c’è il Piero della Francesca, come tutti i centri per uffici, è vuoto la domenica, il giorno del Signore (quello con la esse maiuscola). E allora? La chiesa potrebbe assumere una nuova veste: stadio, edificio monumentale collocato lontano dalla città, i tifosi fedeli prendono l’auto, vestiti di tutto punto partecipano alla funzione sportiva per poi abbandonare il terreno in preda a forti sentimenti. Il Santo Volto come lo Stadio delle Alpi, ma quest’ultimo si presenta spettacolare da fuori e all’interno. La chiesa non è proprio così: fuori le sette torri di mattoni, per usare un eufemismo, risultano pesantucce, l’interno è bello, d’impatto a misura d’uomo.

Un architetto, un archademico (mix tra architetto e accademico) come Botta, perchè progetta un blocco di mattoni? Risposta: l’ha sempre fatto e sempre lo farà. Un vero peccato per un uomo capace di disegnare lo spazio e governare la luce.

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foto alle cartoline in vendita all’interno della chiesa

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particolari dissacranti e interessanti