Pusher e tossici come indicatori urbani

operai_vercelli

L’altra sera portavo il cane giù, a fare la pipì. Giunti al parchetto sguinzaglio la bestiolina e iniziamo a passeggiare. Nel buio scorgo dei loschi personaggi e in un angolo ancor più buio due tossici si facevano, i loro affari. Allora richiama il cagnetto e via su un’altra strada.

Oggi ricollego l’episodio con un fatto di cronaca che marginalmente ho vissuto: un poliziotto inseguiva un pusher che per sfuggire la cattura ha attraversato i binari. Nel frattempo sopraggiungeva un treno; il puscher è scappato, il poliziotto è finito sotto.

Cosa unisce i due episodi? La spina, il soprannome del passante ferroviario di Torino. Da anni oramai sull’asse nord-sud persiste il cantire per l’interramento della ferrovia. Traggo una conclusione: lo spaccio e il consumo della droga si è spostato lungo la spina. Bene, periodicamente i luoghi della droga si spostano, ipotizzo ogni sei mesi. Dove? Parchi, rive dei fiumi, fabbriche dismesse. Ora lungo un cantire. Cosa uniscono questi luoghi? Lo stato di abbangono, la fatiscenza, l’inettitudine di uno spazio urbano ad assumere una precisa funzione e una propria vitalità. Luoghi abbandonati, nascosti; dediti ad accogliere la disperazione di qualcuno che nell’ombra può farsi, i propri interessi. Tali spazi rimangono così fino ad arrivare agli onori della cronaca per qualche fatto o fattaccio (vedi il poliziotto sotto il treno). Da quel momento inizia la bagarre mediatica, politica e i progetti di trasformazione o le politiche di salvaguardia.

Ribaltando il tutto e riprendendo il titolo dell’articolo “Pusher e tossici come indicatori urbani” si potrebbe sostenere che i luoghi che necessitano l’attenzione di politici e pianificatorio sono dove si concentra lo spaccio e il consumo di droga.

Questa tesi può essere sostenuta dall’esperienza di toxicpark: il parco sulla riva Strura a nord di Torino che si è resa famosa anche a livello nazionale per lo stato di degrado, le grandi retate e i volti consumati dei tossici. Da quella grave incresciosa situazione sono nati dibattiti, interrogazioni e progetti. Si sono pianificati investimenti per un campo da golf e aree destinate a concerti ed eventi.

Il cantiere della tra due anni finirà e la comunità della droga si sposterà altrove. Destinazione presumibile: luoghi urbani abbandonati e degradati. Partendo dal presupposto che le città perfette non esistono, troveranno qualche altra piega buia della città ad accoglierli.

Concludo affermando che paradossalmente non occorrono osservatori per comprendere dove e come pianificare, non occorre discutere riguardo indicatori efficaci e dinamici, puscher e tossicci ci aiutano a comprendere l’evoluzione e lo stato di salute delle nostre città.