Terrace houses

terrace_houses

Terrace houses in Newcastle upon Tyne

Durante il mio periodo di corsi all’estero (Postgraduate Certificate in European Spatial Planning – 2008 – Newcastle upon Tyne – UK) ho seguito un interessante contributo del professor Michael Edwards riguardo Urban and Land Economics. Successivamente si è svolta una lunga discussione libera, durante la quale sono riuscito a soddisfare una mia curiosità: le terrace houses. Un vero incubo personale.

La semplice domanda rivolta al professore, preceduta da una congrua premessa, è stata: “Why do they all look the same?“. Perchè sono tutte uguali?

Facciamo un gioco: prendete una persona bendata e gettatela in una qualsiasi periferia inglese, come potrebbe riconoscere dove si trova? Leed, Manchester, Londra, Cardiff, etc. impossibile, sono tutte uguali.

In Italia è ben diverso, ogni città ha le sue peculiarità, belle o brutte che siano le architetture sono differenti; posseggono materiali e stili diversi derivanti dalla sensibilità personale dell’architetto progettista che gioca con materiali e tradizioni locali. In Italia si possono leggere le città, la cultura, la stratificazione storica e le fasi di espansione urbana.

Le città inglesi invece sono oramai compromesse da un’antropizzazione selvaggia basata su dettami stilistici nazionali e fattori contingenti dell’epoca. Un vero peccato. I sobborghi sono davvero tutti uguali, non hanno un carattere proprio, provocano nausea da ripetizione edilizia. Passando tra le vie sui mega doubledeck la ripetizione a mitraglietta del modello abitativo è imbarazzante, disorientante.

Finalmente ho trovato le motivazioni, l’origine del fenomeno che accomuna tutte le città inglesi:

  • 1860 buiding regulation, per prevenire i frequenti incendi. Un regolamento edilizio restrittivo
  • dalla seconda metà del IXX secolo inizia un’inarrestabile crescita demografica e il fenomeno immigratorio dalle colonie
  • crisi dell’agricoltura: si produceva di più; si sfruttavano i campi meno fertili; diminuzione dei prezzi dei prodotti agricoli. Conseguenza:gli impresari compravano i terreni a basso costo dagli agricoltori in crisi
  • new form of credit (bulding society) nascita del sistema dei mutui
  • burocrazia snella e veloce priva di procedure finalizzate al rilascio dei permessi
  • viene venduto tutto: edificio e terreno. Le vie, il sistema viario è ceduto alla municipalità. Gli impresari costruiscono, vendono e si spostano per un nuovo intervento
  • il sistema legislativo inglese non prevede l’obbligo di firma da parte di figure professionali quali l’architetto o l’ingegnere per certe tipologie di costruzione, tra cui le terrace houses. In altre parole non c’è bisogno di un architetto; le imprese comprano i progetti che replicano in serie
  • non vi sono regolamenti comunali ma nazionali (non esiste un piano del colore…)
  • le compagnie sono tradizionaliste e gli inglesi pure quindi il sistema regge. non ci sono rischi
  • cheap labour. Manodopera a basso costo. Tutto l’edificio è costruito in opera attraverso una squadra di semplici lavoratori dequalificati
  • non esiste il concetto di architettura, bensì solo quello della costruzione finalizzata all’abitazione

Il risultato sono città piatte, uguali. Tutte incredibilmente simili. Attualmente però si sta avviando un lento processo di modifica. Un cambiamento che interessa per lo più le grandi città, ricche e multietniche. Qui di seguito si enunciano le motivazioni di tale trasformazione:

  • stranieri, ricchi stranieri acquistano case in città e le riqualificano. Un ammodernamento radicale dell’impianto abitativo. Si vedano alcuni esempi nelle riviste di architettura
  • CABE – The Commission for Architecture and the Built Environment promuove un’edilizia più consapevole, ecosostenibile e legata alle tradizioni locali
  • il poco spazio costruibile fornisce lo spunto per l’appropriazione di vecchi edifici, fabbriche e casette con la loro radicale trasformazione
  • le piccole imprese edili, quelle che hanno “spalmato” l’Inghilterra di casette sono state acquistate da grandi costruttori edili

Ribadisco concludendo: è un peccato. Il turista che visita l’Inghilterra sarà circondato dalle terrace houses, ovunque vada ritroverà un modello edilizio indiscriminatamente diffuso.

Il territorio inglese è formato dal famoso countryside, poi vengono gli identici sobborghi, infine i centri storici, anch’essi con una tendenza ad assomigliarsi. Tutte le città sono state accomunate dal boom industriale, la crisi del modello fordista e una lenta rinascita suggellata dalle grandiose riqualificazioni urbane. Con il passaggio al nuovo millennio le aree centrali lungo i fiumi sono state trasformate, attraverso la demolizione di vecchie industrie e la costruzioni di nuovi ponti, centri culturali, auditori… appunto, a ripetizione! La mega macchina edile inglese con la mano di sir Norman Foster ha nuovamente ripreso a funzionare con le stesse tipologie e stile architettonico.

Una condanna o forse una incapacità di valorizzare il contesto locale e ascoltare il territorio.


Un commento molto interessante di un mio compagno di corso Sakkarin SAPU: le terrace houses sostanzialmente hanno uno stile democratico, accomunano tutti, dai più poveri al primo ministro inglese. La residenza al 10 di Downing Street è molto simile a tutte le casette dei sobborghi cittadini inglesi.

terrace houses where people live


Bibliografia consigliata

Ball M. (1983), Housing policy and economic power, Routledge

terrace_houses_02