Hacking design

hacking_design_01

Kartell – Take hacked by alegrella AKA Starck famme ‘na pippa!

Molti sostengono, per altro a ragion veduta, che gli oggetti di design sono tanto belli quanto poco funzionali. Basta pensare allo spremiagrumi di Philippe Starck progettato per Alessi. Il famosissimo treppiedi è diventato il simbolo di un oggetto esteticamente accattivante ma che non assolve la sua funzione. Utilizzando Juicy Salif (1991) il succo non si convoglia verso il basso ma schizza ovunque.

L’unica positività di questi oggeti è quella l’estetica; tale caratteristica li fa diventare, dopo il primo utilizzo, dei bei soprammobili; delle sculture.

Spesso le opere dell’ingegno umano sono imperfette come i loro ideatori e fortunatamente si prestano a essere ripensate, rivisitate. Si può remixare un po’ tutto: dalla musica alle ricette di cucina. Pensate a customizzazioni azzardate di automobili o alle rivisitazioni dei piatti regionali. Tralasciando l’opinione che la copia originale è sempre la migliore e che mettere le mani su un opera è considerato un delitto, anche gli oggetti di design si possono modificare, ripensare.

Ikea hacker è un esempio perfetto. La comunità on line, pervasa dallo spirito hacking, mediante il web 2.0 condivide sul blog le modifiche degli oggetti acquistabili da Ikea. Gli oggetti Ikea costano poco e sono pensati per essere montati dagli stessi acquirenti. Tale caratteristica solletica l’intelletto di improvvisati designer che al tradizionale montaggio preferiscono la scomposizione e il riassemblaggio. I salti creativi donando così nuove funzioni e potenzialità agli oggetti acquistabili a basso costo.

L’esperienza di modificare un pezzo di design è capitata anche al sottoscritto. La lampada Take di Kartell progettata da Philippe Starck è il tipico oggetto da “idea regalo”: costa poco, è carino e fa la sua porca figura. Peccato che accechi; cosa non da poco per una lampada da tavolo. La Take illumina in modo diffuso un po’ tutto tranne ad altezza occhi. La forma prismatica del diffusore convoglia i raggi intensificandone la forza. L’effetto abbaglio è inevitabile: il lettore viene così attraversato da violente lame di fotoni.

Le soluzioni possono essere due: si accantona la lampada declassandola a inerte scultura o la si modifica ingeniandosi un pò. Bene! Se possedete Take e siete infastiditi dai sui raggi luminosi prendete la carta forno e ritagliatela a doppio tronco di cono con il lato corto sovrapposto, piegate in due sullo stesso lato e infilatelo su una mezza cappelliera.

Dalla foto qui sotto avete la comparazione prima-dopo tipica degli effetti dimagranti. Finalmente accendo la lampada e piacevolmente leggo. Costo dell’operazione: 0.01€ di carta forno + 5 minuti di tempo.

Nota: l’oggetto è sempre di Philippe Starck. Di nuovo?!? Ok, che fa tutto lui e qualcosa può uscirgli male ma è anche vero che sbagliando si impara…

hacking_design_02