Esplorazione Urbana

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L’esplorazione urbana (o rurale) di luoghi abbandonati diventa un tema sempre più attuale. Inserisco una serie di link a siti che si occupano di questo e lancio una discussione: quali sono i rapporti, le relazioni le connessioni fra l’esplorazione e il progetto? in che modo dialogano?

Spesso i gruppi di ricerca nati negli ultimi anni incentrano (o iniziano) le proprie riflessioni partendo dai “luoghi di confine sociali ed urbani…”. Questo è sicuramente un segnale importante e significativo: l’attenzione verso il “diverso” verso ciò che è stato “dimenticato” un frammento di spazio che passa “alla storia” per negazione: diventa reperto per il fatto che nessuno si ricorda della sua esistenza. Vedo con interesse (e condivido) questa attenzione, ma mi domando perchè quei luoghi e non altri? quali loro caratteristiche intrinseche gli hanno portati alla nostra attenzione? o forse è più un discorso di sistema, la loro posizione nella città? Mi chiedo se sia ancora possibile separare la città in “tipologie” differenti di spazi urbani (ex zone industriali, centro, residenziale)? In linea di principio (tassonomia dello spazio e/o delle funzioni) questo può funzionare, catalogare ci da tranquillità e sicurezza, ma non corriamo il rischio di semplificare l’ecosistema alterandolo alla base. La linea proposta è quindi: 1) definire quali sono i luoghi abbandonati (può essere abbandonato anche un centro commerciale in piena attività?) 2) capire come dialogano e si legano ad altri luoghi (abbandonati o meno) 3) capire come si lega a queste riflessioni la modifica di quel luogo e del suo contesto (il progetto architettonico). Forse è troppo ambizioso come fine, ma la domanda a cui vorrei rispondere è: in quale relazione stanno esplorazione (derive) di luoghi (abbandonati o no) e il progetto architettonico? Sicuramente c’è un fattore emotivo e conoscitivo: dopo aver “vissuto” un luogo, esserne entrato in contatto ho una “visione” differente, più “reale” e quindi sarà più naturale immaginare modifiche coerenti per quel luogo. Oltre a questo penso che possano esserci anche altri legami, potrebbero esistere delle regole “aperte” per giungere dall’esplorazione al progetto che possano funzionare da strumenti. Ovviamente non si può pensare ad un metodo chiuso, ma piuttosto a delle regole (semplici) in grado di combinarsi fra di loro (vedi Sistemi Complessi). Uno di questi strumenti aperti potrebbe essere finalizzato alla costruzione di mappe del luogo (fisiche, emotive, dei movimenti, storiche, statistiche, emozionali) sulla scia delle immagini psico-geografiche dei situazionisti. Continua…


  • Stalker
  • Aranel.splinder.it: l’abbandono, il vuoto, i non luoghi, la città nel suo complesso. Un viaggio alla scoperta di Milano.
  • sciatto produzione s p a c e is fundamental in any form of communal life; s p a c e is fundamental in any exercise of power . (Michel Foucault; Space, Knowledge and power, 1984.)
  • Infiltration.org
  • webring