Regole di deriva urbana

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Da tempo voglio scrivere un articolo sulla nostra Wikizmo riguardo le “regole” di deriva. Partendo dal presupposto che regole in deriva non dovrebbero esistere, al contrario, potrebbe essere interessante introdurle. Questi esperimenti risalgono da esperienze condotte anche dagli stessi situazionisti; prima dai flaneur o dopo con le visite dadaiste, fino alle deambulazioni surrealiste.
La deriva urbana non ha regole o meglio ne ha solo una: non averne. L’imperativo è perdersi per scendere tra le pieghe del territorio.
Tuttavia alcune regole di esplorazione si sono diffuse anche tra i viaggiatori comuni, tant’è che la Loney Planet ha pubblicato un libro a riguardo: “Lonely Planet Guide to Experimental Travel“.

Provo qui di seguito a elencare qualche regoletta (in ordine casuale):

  • percorsi a linea retta (fino ad arrampicarsi sui palazzi)
  • seguire le persone (vedi le esperienze di Vito Acconci)
  • salire su i bus e scendere dopo due o tre fermate e saltare nuovamente sul primo che passa (vedi anche il progetto AWOL)
  • descrivere i luoghi attraversati via telefono ad un amico, il quale deve darti indicazioni (fatto a Vienna:, Marco mi raccontava cosa stava vedendo-attraversando e io da Torino gli dicevo dove andare, girare)
  • lasciarsi trasportare da un cane (percezione olfattiva e vagabondaggio)
  • tracciare per mezzo di un gps disegni assegnati (vedi Gps Drawing)
  • seguire il cibo o altra sensazione-oggetto (noi abbiamo organizzato una deriva dal nome “deriva gastropixellare“)
  • seguire un dato colore, rumore, stimolo
  • seguire la direzione del vento, poi del nord, verso il sole…
  • utilizzare la mappa di un’altra città (es. fare una deriva a Piacenza con la mappa di Torino)
  • ubriacarsi o drogarsi
  • bendarsi o usare la sedia a rotelle (per vivere la città come un disabile)

Ogni anno si inventano nuovi esperimenti, i quali vengono presentati a New York, a settembre in occasione del festival di “tecniche geografiche di esplorazione”: Conflux (vedi l’archivio tutte le esperienze).

L’esplorazione è una passione, un passatempo, un sentimento forte verso lo spazio urbano, è una “figata” fare deriva. Un divertente esperimento sarebbe quello di selezionare un’area e a partire sempre da un unico punto provare le differenti “regole” per poi annalizzarle. Ovviamente ognuna avrà i suoi tempi, percorsi, incontri, distanze e sensazioni diverse. Propongo qui di seguito una possibile tabellina da compilare:

Titolo deriva | Data | Periodo temporale | Luoghi attraversati | Tempo metereologico | Mappa del percorso | Tipo di deriva | Sensazioni deriva | Sensazioni ambiente urbano | Risultati ottenuti | Strumenti di raccolta utilizzati | Colori, Rumori, Odori | Limiti, emergenze, landmarks | Idee e proposte progettuali scaturite | …….

Fatte le derive e compilata la tabella sarebbe interessante leggere i risultati in modo trasversale.

Altrimenti bando alle regole e divertiti e raminghi sul territorio, camminate. Fa bene allo spirito e alla mente.