Stakeholder mapping

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Izmo utilizza questo strumento principalmente in relazione alle attività di Esplorazione e analisi urbana.
Riteniamo che la seguente definizione sia la più idonea per descrivere tale strumento.
Izmo use this tool mainly in relation to the activitiy of Urban exploration and analysis.
For a english treatment of Stakeholder analysis, the reader should refer to 
http://en.wikipedia.org/wiki/Stakeholder_analysis

La mappatura degli stakeholder, ovvero l’individuazione delle principali categorie di portatori di interesse, è una delle prime fasi all’interno di un processo partecipato.
Per stakeholder si intendono, appunto, tutti i soggetti portatori di punti di vista e interessi rilevanti in relazione alla questione da affrontare.
Per facilità, possono essere suddivisi in tre macro-categorie:

  • istituzioni pubbliche: enti locali territoriali (comuni, province, regioni, comunità montane, ecc.), agenzie funzionali (consorzi, camere di commercio, aziende sanitarie, agenzie ambientali, università, ecc.), aziende controllate e partecipate;
  • gruppi organizzati: gruppi di pressione (sindacati, associazioni di categoria, partiti e movimenti politici, mass media), associazioni del territorio (associazioni culturali, ambientali, di consumatori, sociali, gruppi sportivi o ricreativi, ecc.);
  • gruppi non organizzati: cittadini e collettività (l’insieme dei cittadini componenti la comunità locale).

Come si può notare, gli stakeholder rappresentano una molteplicità complessa e variegata di “soggetti portatori di interesse della comunità”. Spesso non è possibile sapere a priori chi sono gli attori e quali sono i loro interessi: occorre scoprirlo a poco a poco, muovendosi sul territorio, analizzando il contesto, incontrando persone, gruppi e associazioni e soprattutto ascoltandoli, per poter individuare gli stakeholder che è necessario e utile coinvolgere nell’ambito dell’intervento.

Si possono individuare gli stakeholder attraverso diverse metodologie; una di queste indica come principi per la loro identificazione la capacità di influenza e quella di interesse che essi sono in grado di esercitare:

  • occorre definire i “fattori di influenza” di ciascun stakeholder individuato. La capacità di influenza dei singoli portatori di interesse è determinata dalla loro: dimensione, rappresentatività, risorse attuali e potenziali, conoscenze e competenze specifiche,collocazione strategica;
  • occorre stabilire il “livello di interesse” di ciascun stakeholder rispetto alla sua l’incidenza e alla sua “capacità di pressione”. Il “livello di interesse” è stabilito da due fattori: l’incidenza della politica considerata rispetto alla sfera di azione e agli obiettivi del portatore di interesse individuato e dalle iniziative di pressione che gli stakeholder possono mettere in campo per promuovere o rivendicare i propri interessi o per favorire una propria partecipazione al processo decisionale.

Si ottengono così tre categorie di stakeholder:

  • gli stakeholder essenziali, cioè coloro che è necessario coinvolgere perché hanno alto interesse e alta influenza rispetto alla politica di riferimento e, quindi, forte capacità di intervento sulle decisioni che l’Amministrazione vuole adottare;
  • gli stakeholder appetibili, cioè coloro che opportuno coinvolgere poiché hanno basso interesse ma alta influenza. Questa categoria può essere rappresentata da gruppi di pressione o da opinion leader in grado di influenzare l’opinione pubblica rispetto a determinate tematiche;
  • gli stakeholder deboli, cioè coloro che hanno alto interesse ma bassa influenza. Questa categoria è rappresentata da soggetti che non hanno i mezzi e gli strumenti per poter esprimere in modo forte e omogeneo i propri interessi; questi soggetti coincidono spesso con le fasce destinatarie delle politiche dell’Amministrazione ed è quindi opportuno coinvolgerle nella formulazione delle politiche stesse.

FONTE: URPdegliURP