Democrazia Partecipativa: finalità consultiva o decisionale?

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La democrazia partecipativa è un processo, sviluppatosi in Sudamerica fra il 1960 e il 1980, che prevede il coinvolgimento diretto delle persone nelle decisioni che devono essere prese e che li riguardano. Nasce come risposta alla crisi della democrazia rappresentativa e mira ad allargare la base del corpo politico, ampliando l’ambito in cui sono prese le decisioni e concedendo a tutti coloro che sono interessati da una decisione pubblica di essere consultati ed esprimere una propria posizione.

Esempi di forme di democrazia partecipativa sono: i bilanci partecipativi, che nascono dall’esperienza della città brasiliana di Porto Alegre; i metodi di progettazione partecipata, attraverso i quali i cittadini prendono direttamente parte ai processi di riqualificazione che interessano il loro territorio; gli interventi di urbanistica partecipata, una modalità di redazione di piani e progetti allargata alle istanze locali, che mira a coinvolgere stakeholder e cittadini nel governo del territorio.

Nella sua formulazione originaria, la democrazia partecipativa può essere vista come uno “strumento di pressione”: la partecipazione diviene infatti uno strumento attraverso cui spingere le amministrazioni pubbliche a rispondere ai bisogni dei soggetti sociali più deboli e marginalizzati. È associata dunque ad una concezione della democrazia legata ai valori di uguaglianza e giustizia sociale, e può essere vista quasi come un ideale politico, nel senso più genuino del termine.

L’interesse è rivolto soprattutto alle forme di coinvolgimento dei cittadini nei circuiti del potere decisionale e alle forme di empowerment connesse alla partecipazione; l’obiettivo è la formulazione partecipata di progetti e proposte, che dovranno essere trasmessi al soggetto pubblico per essere formalizzati.

La democrazia partecipativa si colloca infatti all’interno dei processi di policy-making, ma si muove su un piano puramente consultivo, poiché la decisione finale spetta comunque alle istituzioni della democrazia rappresentativa: la sua forza consiste, di fatto, nell’influenza che riesce a esercitare grazie alla natura inclusiva del processo.

D’altro canto, secondo alcuni studiosi, proprio tale mancanza di potere vincolante costituisce uno dei punti di forza della democrazia partecipativa, perché permette interazioni più informali tra i partecipanti e consente loro di confrontarsi in modo aperto, argomentando le loro posizioni e confrontandole con quelle degli altri, con evidenti ricadute positive anche in termini di accrescimento del capitale sociale. Inoltre, ampliando l’ambito in cui sono prese le decisioni, rende più trasparenti le alternative e le modalità di scelta, consentendo di giungere a soluzioni innovative.

È però fondamentale che, nel corso del processo, ci sia un’estrema chiarezza sugli ambiti del potere delegato ai partecipanti e sulla reale considerazione in cui saranno tenute le loro proposte, per evitare che la partecipazione divenga un mero esercizio virtuale.

Dal punto di vista normativo, è possibile rintracciare nella nostra Carta Costituzionale riferimenti alla democrazia partecipativa e, più in generale, alla partecipazione: nell’art. 2, che riconosce e garantisce i diritti inviolabili dell’uomo anche all’interno delle formazioni sociali, e nel secondo comma dell’art. 3, che individua nella partecipazione all’organizzazione politica, economica e sociale uno dei principi fondamentali del nostro ordinamento.

Bibliografia:
  • Allegretti, U., Basi giuridiche della democrazia partecipativa: alcuni orientamenti, Relazione al seminario “Democrazia partecipata e governo locale”, 2006.
  • Bifulco, R., Democrazia deliberativa e Democrazia partecipativa, Relazione al convegno “La democrazia partecipativa in Italia e in Europa: esperienze e prospettive”, 2009.
  • Bobbio, L., Dilemmi della democrazia partecipativa, in Democrazia e diritto, vol. 44, 2007.
  • Bobbio, L. e Pomatto, G., Modelli di coinvolgimento dei cittadini nelle scelte pubbliche, Rapporto presentato alla Provincia Autonoma di Trento, 2007.
  • Mazzucca, L., Democrazia Partecipativa e Democrazia Deliberativa:  un confronto, tesi di laurea, AA 2008/2009.