Cittàscopia

Cittàscopia

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Titolo: Cittàscopia
Data: Maggio 2003
Luogo: Genova – Piazza Caricamento
Video: http://www.youtube.com/watch?v=bBeb78e1VmE
Team: Alessandro Grella, Gianluca Sabena, Gabriella Giungato, Stefano Milanesio, Marco Munna, Damiano Gardiman, Simona Demarchi
Keywords: esplorazione urbana, installazione nello spazio pubblico, partecipazione, interviste registrate in tempo reale, analisi, progettazione urbana

Obiettivi

Elaborare uno strumento per la lettura di un territorio al fine di proporre sullo stesso un intervento consapevole e mirato tramite un’esplorazione personale, dal basso, l’interazione con i cittadini e l’utilizzo di nuove tecnologie viste come mezzo e non come fine.

Descrizione

l metodo cittàscopia è composto da cinque fasi.

  1. analisi del territorio urbano: derive urbane all’interno della città.
  2. rielaborazione dei dati acquisiti e costruzione della sonda: consiste nell’analisi dei dati visivi, sensoriali, emotivi che le derive hanno suscitato. Le fotografie, i testi, i disegni, i commenti e qualsiasi altro materiale prodotto durante la fase 1 viene inserito nella banca dati del nostro sito web, o di un sito mirato. Successivamente queste informazioni vengono rielaborate creando delle associazioni: immagine —> testo —> categoria. Le categorie non sono un insieme “chiuso”, ma possono essere create secondo le proprie esigenze; questo permette di eseguire una brain-storming “asincrono”, che ci porta all’individuazione dei primi “concetti” caratterizzanti il territorio. Attraverso un’analisi razionale, per quanto possibile e desiderabile – delle sensazioni e suggestioni – si cerca di comprendere quali meccanismi hanno spinto lo sguardo in una determinata direzione piuttosto che in un’altra e quanto si è scoperto o riscoperto della città che prima era sconosciuto o ignorato per trascuratezza. La ricerca viene concretizzata in un’installazione multimediale, la sonda urbana, che attraverso linguaggi e mezzi diversi vuole interagire con le persone che vivono il luogo, per osservarne e comprenderne il grado di conoscenza del tessuto urbano, registrarne le emozioni, stimolandole ad approfondire il rapporto con la propria città.
  3. lancio della sonda nel tessuto urbano: la sonda è costituita da un questionario multimediale elaborato con linguaggi e mezzi diversi: dal disegno alla proiezione di immagini. Un’intervista in chiave ludica per sondare il grado di consapevolezza della città da parte delle persone che la vivono quotidianamente o che l’attraversano occasionalmente.
    Perchè multimediale?
    _per avere un’interazione non puramente razionale, ma anche emozionale e istintiva;
    _per avvicinarsi a tutti, nella varietà del pubblico cittadino
    _per coinvolgere gli abitanti di un luogo con un’installazione giocosa e divertente al fine di ovviare alle problematiche dei questionari.
    Il questionario sottoposto ai passanti mira a:
    _far disegnare la piazza, per cercare di capire i punti di riferimento e cercare di interpretarne le corrispondenze fisiche, architettoniche e urbanistiche;
    _far associare a sensazioni, azioni, colori i luoghi tramite semplici giochi partecipati, per definire l’immagine mentale che ne ha l’intervistato e da questa trarre delle linee guida per l’intervento architettonico;
    _rendere esplicite delle esigenze e dei desideri per uno sviluppo locale;
    _sollecitare gli intervistati ad una riflessione più sensibile e propositiva verso il contesto che li circonda e a far riscoprire particolari persi nella quotidianità.
    La sonda, tramite la nostra presenza attiva, coglie due livelli di informazioni: dirette e indirette. Quelle dirette, provenienti dalle interviste e quelle indirette attraverso la nostra osservazione sul posto e durante fase di rielaborazione successiva tramite i filmati video, che rendono manifesti atteggiamenti, tempi di risposta e coinvolgimento degli intervistati.
  4. l’interpretazione dei dati ottenuti: consiste nell’analisi delle informazioni raccolte attraverso la sonda, loro rielaborazione e interpretazione, per renderle funzionali alla fase di progettazione successiva, completandole e armonizzandole con una ricerca più classica e razionale, sulla storia e sulle dinamiche attive sul luogo.
  5. intervento urbano: infine, sigla la progettazione, per un intervento urbano. I dati raccolti attraverso le derive e la sonda si fanno base per un approccio concreto all’intervento in questione.

Metodi e linguaggi

  • deriva urbana
  • intervista ludica e multimediale attraverso la sonda
  • rielaborazione dei dati incrociata con elementi statistici, storici, dimensionali
  • progetto urbano

Osservazioni

Il metodo necessita molto tempo per essere attuato nella sua interezza. I dati emersi sono molteplici, di differente natura e molto numerosi. Da un lato, tale numerosità, ha rappresentato per noi un fattore positivo in quanto l’eterogeneità dei dati fornisce una visione soddisfacente e integrale del territorio. Dall’altro, questi, devono essere analizzati con estrema cura e sarebbe interessante pensare di estendere l’analisi a professionalità diverse.
L’esperienza personale di deriva e contatto diretto con i cittadini ha incrementato la conoscenza del luogo e delle persone che vi abitano e ci ha permesso altre sì in poche settimane di comprendere lo spirito del luogo coinvolgendoci direttamente nel progetto.

Title: Cittàscopia
Date: May 2003
Place: Genoa – Caricamento Square
Video: http://www.youtube.com/watch?v=bBeb78e1VmE
Team: Alessandro Grella, Gianluca Sabena, Gabriella Giungato, Stefano Milanesio, Marco Munna, Damiano Gardiman, Simona Demarchi
Keywords: urban exploration, public intallation, participation, realtime interviewing, analysis, urban design

Objectives

Develop a tool for reading a territory in order to create targeted awareness through a basis of personal exploration, and interact with citizens by using new technologies as a means and not as an end.

Description

Cittàscopia’s method consists of five steps.

  1. Analysis of urban land: urban drifts through the city.
  2. Processing of the data acquired and construction of the probe: the analysis of visual, physiological, emotional data that have arisen. The photographs, texts, drawings, comments and any other material produced during Phase 1 is inserted into the database on our website. Then this information is redrawn by creating associations: image -> text -> category. The categories are not a closed set, but can be created and modified. This lets you do “asynchronous” brainstorming which brings us to the identification of the first “concepts” that characterize the area. Through rational analysis, to the extent possible and desirable – the feelings and ideas – you try to understand what mechanisms have pushed the trend in a certain direction rather than another and what was discovered or rediscovered in the city which was previously unknown, ignored or neglected. The research was realized in a multimedia installation; the urban probe uses methods other than language and wants to interact with people living in a place, to observe and understand the degree of knowledge of the urban fabric, record emotions, and create a stimulus to deepen a person’s relationship with their city.
  3. launch of the probe into the urban fabric: the probe consists of a questionnaire developed with multimedia languages and different means: from design to the projection of images. To ascertain the level of awareness within the city by people who live there every day or that pass through occasionally the interview remains playful.
    Why multimedia?
    -to have not only a rational interaction but also an emotional and instinctive one;
    -to approach all varieties of public citizens
    -to involve people through a playful and fun installation in order to remedy the problems of the questionnaires.
    The questionnaire aims to ask passersby to:
    -Draw the square, trying to understand the reference points and try to interpret their physical counterparts, architectural and urbanistic;
    -Associate with feelings, actions, colors, places with simple participatory games; to define the mental image that has emerged and from this draw guidelines for the architectural work;
    -Identify needs and wants for local development;
    -Ask respondents to reflect more sensitively and proactively to the environment around them and to rediscover lost details in everyday life.
    -The probe, through our active presence, captures two levels of information: direct and indirect. These direct and indirect information from the interviews and our on-site observation were reviewed through the videos which reflected attitudes, responsiveness and involvement of the respondents.
  4. The interpretation of these data: one is to analyze the information collected through the probe, proceed with elaboration and interpretation, to make them functional for the design step, and harmonize these findings with a more traditional and rational research on the history and dynamics of the place.
  5. urban intervention: Finally, the urban project design. The data collected through the drifts and the probe are used as a basis for a concrete approach to the operation at hand.

Methods and languages

  • urban drift
  • interview and use of media through the probe
  • reprocessing of data elements crossed with statistical and historical dimensions
  • urban design

Comments

The method required a long time to be implemented in its entirety. The findings are multiple and all varied greatly. The abundance has been a positive factor for us because the heterogeneity of the data provides a full and satisfactory view of the area. Also, this information must be examined carefully and it would be interesting to extend the analysis to different professional areas.

Personal experience drift and direct contact with citizens has increased the knowledge of the place and people who live there. By being directly involved in the project, it has also allowed us to understand the spirit of the place within just a few weeks’ time.

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Vedere lontano

gallipoli_puglia

Qualcuno si lamenta sempre del mal tempo. Il vento gelido da nord che taglia la faccia e penetra nelle ossa.

Qui a Gallipoli è normale. Il mare si increspa, l’aria si congela, ma il lato positivo c’è. Il sole splende, l’aria tersa fa brillare le cose e fa vedere quello che rientra un po’ nel mito locale.

Diciamo che sono cresciuta con la leggenda: sai, dopo una giornata di tramontana si vede la Calabria.

Ovviamente mai vista. E’ un mito, una fesseria.

Fino a ieri.

Ero come al solito ad “errare” a Gallipoli (vedi titolo della mia tesi…). Mi fermo a guardare l’orizzonte. Un tramonto magnifico.

Un’infinità di sfumatore di rosso e arancione, che sprofondano nel blu profondo del mare. E al di là?

Le montagne della Calabria.


io l’ho sempre detto che si vedeva…comunque anche in Calabria gira la stessa voce sulla visione mitica della Puglia

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