Geografia relazionale nel quartiere vanchiglia

Geografia relazionale nel quartiere vanchiglia

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Titolo: Geografia relazionale nel quartiere vanchiglia

Data: settembre 2006

Luogo: Torino – Quartiere Vanchiglia

Team: Alesandro Grella, Gianluca Sabena, Gabriella Giungato, Stefano Milanesio, Federica Garoglio, Valentina Colaleo

Keyword: arte, partecipazione, installazione, performance, analisi, sociologia

Obiettivi

Condurre un’accompagnamento all’evento Festa europea dei vicini di casa invitando gli abitanti del quartiere alla manifestazione e sperimentando un metodo di analisi urbana e sociale.

Descrizione

In occasione della Festa europea dei vicini di casa, il 16 settembre 2006, IZMO Associazione culturale è stata invitata a partecipare attivamente all’evento organizzato nel quartiere Vanchiglia a Torino.

Una settimana prima della festa l’associazione Izmo ha iniziato l’analisi partendo dal centro di piazza Montebello, intervistata la prima persona è iniziata una staffetta, da un individuo ad un altro in giro per il quartiere. La procedura seguita è stata molto semplice: invitata la persona alla festa abbiamo chiesto quali altre persone conoscesse all’interno del quartiere e il tipo di relazione che aveva con loro (amicizia, parentela, amore, relazione economica, vicinato), abbiamo appuntato questo su una mappa cartacea, scattato una foto all’intervistato e fatto visita ai suoi contatti.

La rete di relazioni disegnata è stata stampata su un pannello di pvc ed esposto nella piazza assieme alle foto stampate in doppia copia; durante la festa dei vicini di casa, gli abitanti del quartiere hanno interagito con l’installazione: ricostruivano la rete delle amicizie, alcuni non intervistati hanno chiesto di aggiungere il loro nome e chi si è riconosciuto ha avuto in omaggio una copia della fotografia che lo ritraeva. Uno scambio sentito, una mappa in divenire, un gioco aperto.

Metodi e linguaggi

  • deriva urbana con incontri casuali
  • interviste e fotografie
  • rappresentazione del network sociale

Osservazioni

L’analisi ha mostrato un quartiere con confini precisi e sentiti dagli abitanti ed ha evidenziato una città a strati con gruppi sociali che fluttuano uno sull’altro: età, livello di istruzione, attività lavorativa sono possibili elementi di unione e scambio. La rete delle relazioni personali può essere paragonata a un ecosistema, che risponde a leggi analoghe a quelle che governano i sistemi complessi di origine naturale.

L’esperimento di attivismo urbano ha avuto riscontri positivi soprattutto sotto il profilo partecipativo. La gente del quartiere non è stata diffidente, si è lasciata fotografare, ha parlato del luogo in cui vive, delle relazioni umane che intercorrono tra loro. L’obiettivo principale è stato raggiunto in quanto questo gioco ha innescato un “passaparola” tra gli abitanti che incuriositi si sono recati numerosi alla festa nella piazza del quartiere e sono intervenuti attivamente sulla mappa.

La rete è un “network sociale” formato da nodi di differenti tipologie, alcuni sono semplici e riguardano singole persone altri sono caratterizzati da un’alta densità di legami e vengono chiamati “hub”. Questi supernodi coincidono con le attività commerciali del quartiere, bar, luoghi pubblici di incontro o più semplicemente persone nate e vissute nel quartiere che svolgono la funzione di collanti sociali.

Il progetto si apre a differenti sviluppi futuri come l’analisi formale dei Social Netwwork che si instaurano sul territorio al fine di visualizzare le dinamiche informali dei flussi di persone, di informazioni e attività di scambio sociale ed economica che caratterizzano quel luogo. L’analisi delle relazioni può essere svolta attraverso software per la simulazione di social network, assegnando parametri di giudizio quantitativi ai flussi che si vogliono studiare, georeferenziando i nodi e visualizzando tridimensionalmente la rete.

Title: Relational Geography in the Vanchiglia neighborhood
Date: September 2006
Place: Turin – Vanchiglia District
Team: Alessandro Grella, Gianluca Sabena, Gabriella Giungato, Stefano Milanesio, Federica Garoglio, Valentina Colaleo
Keyword: art, participation, installation, performance, analysis, sociology

Objectives

Conducting an attendant at the event Party European neighbors by inviting local residents to the event and testing a method of urban analysis and social development.

Description

On “European Neighbors Party”, September 16, 2006, IZMO Cultural Association was invited to actively participate in the event organized in the Vanchiglia district of Turin.

A week before the party, the IZMO association began its analysis from the center of Montebello square. After the interview started, there was a relay race from one individual to another around the neighborhood. The procedure was very simple: the person was invited to the party and so we asked what other people he/she knew in the neighborhood and the type of relationship he/she had with them (friendship, kinship, love, economic relationship, neighbors). We have pinned this on a paper map, took a photo of the participant and paid a visit to his/her contacts.

The network of relationships designed was printed on a PVC panel and displayed in the square along with the photos printed in duplicate. During the party, local residents interacted with the installation. Some added their network of friendships, some asked to add their names and the ones interviewed before had a free copy of their own picture. It’s a continuous exchange, an unfinished map, an open game.

Methods and languages

  • Urban drift with casual/random meetings
  • Interviews and photos
  • Social network representation

Comments

The analysis showed an area with clear boundaries that were felt by the people and the map highlighted a city layered with “floating” social groups: age, educational level, occupational activity, were possible elements of union and exchange. The network of personal relationships can be compared to an ecosystem, which responds to laws similar to those that govern complex systems of natural origin.

The experiment of urban activities had positive results especially in terms of participation. The inhabitants of the district were not suspicious, they let us take pictures, they spoke of the place where they live and of human relations that exist between them. The main objective was achieved since this game sparked a buzz among the curious people and so many of them visited the Neighborhood Party in the square and worked actively on the map.

The social network formed with nodes of different types. Some are simple and relate to individuals and others are characterized by a high density of bonds that are called “hubs”. These super-nodes correspond to the business activities, bars, public places or simply to people that were born and live in the district, the ones who serve as social links.

The project is open to different future developments such as the formal analysis of the network that was established in the territory in order to display the dynamics of the informal flows of people and information and the exchange of social and economic activities that characterize this place. The reports can be analyzed trough software for social network simulation, assigning quantitative parameters to the flows one wants to study, geo-referencing the nodes and three-dimensionally visualizing the net.

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Vedere lontano

gallipoli_puglia

Qualcuno si lamenta sempre del mal tempo. Il vento gelido da nord che taglia la faccia e penetra nelle ossa.

Qui a Gallipoli è normale. Il mare si increspa, l’aria si congela, ma il lato positivo c’è. Il sole splende, l’aria tersa fa brillare le cose e fa vedere quello che rientra un po’ nel mito locale.

Diciamo che sono cresciuta con la leggenda: sai, dopo una giornata di tramontana si vede la Calabria.

Ovviamente mai vista. E’ un mito, una fesseria.

Fino a ieri.

Ero come al solito ad “errare” a Gallipoli (vedi titolo della mia tesi…). Mi fermo a guardare l’orizzonte. Un tramonto magnifico.

Un’infinità di sfumatore di rosso e arancione, che sprofondano nel blu profondo del mare. E al di là?

Le montagne della Calabria.


io l’ho sempre detto che si vedeva…comunque anche in Calabria gira la stessa voce sulla visione mitica della Puglia

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