Mercato dell’invendibile

Mercato dell’invendibile

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Titolo: Il mercato dell’invendibile
Data: 10 – 11 novembre 2006
Luogo: Torino – Via Aosta, 8
Team: Alessandro Grella, Gianluca Sabena, Gabriella Giungato, Stefano Milanesio, Federica Garoglio, Valentina Colaleo
Keyword: arte, partecipazione, installazione, performance

Obiettivi

Spingere le persone a riflettere su quali siano le cose per cui vale davvero la pena vivere: quali sono le ricchezze metaforiche che ci rendono felici.
Un tentativo di vedere con occhi nuovi le cose che troppo spesso diamo per scontate, del cui valore a volte ci dimentichiamo.

Descrizione

In concomitanza con la fiera internazionale d’arte contemporanea “Artissima”, ospitata dal Lingotto a Torino, il gruppo para ha organizzato “Paratiissima”: evento parallelo, ospitato dai locali di un vecchio stabilimento industriale in disuso, al quale hanno partecipato circa un centinaio di artisti prevalentemente torinesi.
Il lavoro è partito da una riflessione sull’ evento Artissima: qual’è il ruolo dell’arte nella società contemporanea?
La domanda che ci è venuta spontanea riguarda le opere d’arte: sono meri oggetti fisici, e quindi vendibili, o si tratta di un’idea, un sentimento a cui è difficile attribuire una valore monetario?
E se, come speriamo, un’opera d’arte è un’emozione, allora tutti ne custodisco almeno una!
Nei giorni precedenti l’evento abbiamo posto alle persone incontrate per strada sempre la stessa domanda: “Cosa c’è di invendibile nella tua vita?”
Le persone intervistate hanno condiviso con noi le loro emozioni, i loro affetti e gli oggetti a loro cari.
Le risposte sono state imprevedibili, di natura molto diversa tra loro: l’ironia, il mio cervello, il mio cane, le mie bottiglie di cognac del 1848.
Quello che abbiamo raccolto è un patrimonio senza valore, inestimabile, invendibile!
Agli intervistati è anche stato richiesto di associare alla risposta data un oggetto, il quale, durante l’installazione, è stato esposto su una bancarella allestita appositamente, “il mercato dell’invendibile”.
In quanto mercato, l’installazione era completa di bilancia e grida per richiamare i visitatori e decantare i prodotti esposti.
Nessuno degli affascinati clienti ha però potuto acquistare gli oggetti: il valore che è stato scambiato è il valore invisibile di quell’oggetto, la sua storia, lo stimolo legato ad un semplice paio di jeans, ad una collanina, metafore di significati ben più ampi.
Il cliente aveva sì diritto a scegliere l’oggetto che più lo interessava, ma riceveva soltanto il “santino”, una piccola cartolina con la riproduzione dell’oggetto stesso ed un codice a barre -uno diverso per ogni oggetto, proprio come nei supermercati- e un versione riassunta della storia raccontata dagli intervistati.
La versione completa, con la foto dell’intervistato, la foto dell’oggetto e, in alcuni casi, l’audio dell’intervista, era disponibile sul sito internet http://www.gruppo-sfera.com/izmo/mercato e consultabile grazie ai codici a barre.
L’uso di uno strumento web ha permesso il protrarsi dell’esperienza, con uno scambio di beni “invendibili” che ancora continua!

Metodi e linguaggi

  • interazione sul territorio con interviste, attraverso l’uso di strumenti quali registratori audio e macchine fotografiche
  • realizzazione artigianale di un banchetto espositivo
  • performance artistica durante l’evento
  • strumento web per protrarre lo scambio di beni “invendibili” anche dopo i giorni dell’evento

Osservazioni

La cosa che sorprende sempre è la disponibilità degli intervistati ad aprirsi.
Viviamo in un mondo che spesso descriviamo come freddo, popolato da individui isolati nella propria quotidianità.
L’immagine che è emersa durante la nostra attività è ben diversa: le persone vogliono parlare, comunicare e condividere con gli altri ciò che rende speciale la loro esistenza.

Title: Market of the Unsellable
Date: 10 – 11 November 2006
Place: Turin – Via Aosta, 8
Team: Alessandro Grella, Gianluca Sabena, Gabriella Giungato, Stefano Milanesio, Federica Garoglio, Valentina Colaleo
Keyword: art, participation, installation, performance

Objectives

Push people to think about what is really worth living for: what are the elements that enrich our lives and make us happy?
An attempt to see with new eyes the value in the things that too often are taken for granted.

Description

In conjunction with the international contemporary art fair  “Artissima”, hosted by Lingotto in Turin, the group Para has organized “Paratiissima”, a parallel event hosted in a abandoned old factory, attended by about a hundred artists, most from Turin.

The work started with a reflection on the event Artissima: What is the role of art in contemporary society?

The question that has arisen spontaneously is about works of art: are they mere physical objects, and so sellable, or are they ideas and feelings to which it is difficult to assign a monetary value?

And so, as we hope, if a work of art is an emotion, then everyone will treasure at least one!

In the days before the event, we asked the people on the street always the same question: “What is unsellable in your life?”

People interviewed have shared with us their emotions, their affection and precious objects.

The responses were unpredictable, varying widely between them: irony, my brain, my dog, my bottle of 1848 cognac.

What we have gathered is priceless, unsellable!

They were also asked to associate the response to an object which during installation was exhibited on a stand entitled “The Unsellable market”.
The installation was complete when visitors were called to assess the featured products. However, none of the fascinated customers could buy the items: the price that was asked was the invisible value of that object, its history, the feelings related to it (a simple pair of jeans or a necklace) which was a metaphor for a much wider meaning.

The customer could choose the object that most interested him/her, but received only a flyer. This small postcard had a reproduction of the object and a barcode-a different one for each object – just like in the supermarket. There was also a summarized version of the story told by the interviewees.

The full version, included the photo of the interviewee, the picture of the item and, in some cases, the audio of the interview was available on the website through http://www.gruppo-sfera.com/izmo/mercato codes bar.

The use of a web tool allowed for the continuation of the experience, with exchange of unsellable goods that still goes on!

Methods and languages

  • territorial interaction with interviews through the use of tools such as audio recorders and cameras
  • construction of a stand
  • artistic performance during the event
  • web tool to extend the exchange of unsellable goods even after the event

Comments

The most surprising was the willingness of the interviewees to open up.

We live in a world that is often described as cold, populated by isolated individuals in their daily lives.

The picture that emerged during our action is very different: people want to talk, communicate and share with others what is special about their existence.

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Vedere lontano

gallipoli_puglia

Qualcuno si lamenta sempre del mal tempo. Il vento gelido da nord che taglia la faccia e penetra nelle ossa.

Qui a Gallipoli è normale. Il mare si increspa, l’aria si congela, ma il lato positivo c’è. Il sole splende, l’aria tersa fa brillare le cose e fa vedere quello che rientra un po’ nel mito locale.

Diciamo che sono cresciuta con la leggenda: sai, dopo una giornata di tramontana si vede la Calabria.

Ovviamente mai vista. E’ un mito, una fesseria.

Fino a ieri.

Ero come al solito ad “errare” a Gallipoli (vedi titolo della mia tesi…). Mi fermo a guardare l’orizzonte. Un tramonto magnifico.

Un’infinità di sfumatore di rosso e arancione, che sprofondano nel blu profondo del mare. E al di là?

Le montagne della Calabria.


io l’ho sempre detto che si vedeva…comunque anche in Calabria gira la stessa voce sulla visione mitica della Puglia

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