Minitauro

Minitauro

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Titolo: Minitauro
Data: maggio 2012
Luogo: Torino
In collaborazione con: Nido e scuola dell’infanzia G. Deledda
Team: Alessandro Grella, Pasquale Onofrio, Alberto Rudellat, Giuseppe Vinci
Keywords: allestimento, autocostruzione, scuola, bottiglie, labirinto, partecipazione, educazione, riuso creativo, gioco, educazione ambientale

Obiettivi

Realizzare un’installazione – gioco per bambini con materiali di recupero nel cortile della scuola Deledda, a Torino, attraverso un workshop di autocostruzione con bambini, genitori e insegnanti.

Descrizione

Il progetto Minitauro è stato commissionato dalla scuola Deledda, allo scopo di arredare una parte dell’area giochi esterna attraverso un workshop in autocostruzione che coinvolgesse bambini, genitori e insegnanti nella realizzazione delle installazioni e degli arredi.
Insieme ai partecipanti si è deciso di realizzare un percorso-labirinto composto da 22 pannelli divisori con cornice in metallo e bottiglie di plastica riciclate di quattro colori (trasparenti, blu, verdi, arancioni). A tal fine è stato chiesto ai partecipanti di raccogliere, nei giorni precedenti il workshop, quante più possibili bottiglie di plastica divise per colore, mentre Izmo si è occupata della fase di progettazione e prototipazione dei pannelli. Ai bambini è stato chiesto di disegnare il percorso, utilizzando nastri da cantiere lunghi 1,3 m (lunghezza del singolo pannello). Infine, con l’aiuto di genitori e insegnanti, i pannelli sono stati collocati nel cortile scolastico, disposti in modo da formare un labirinto, come indicato dai bambini.

Metodi e linguaggi

  • materiali e pratiche di riutilizzo
  • partecipazione
  • autocostruzione

Conclusioni

L’installazione ha rappresentato un buon esempio di riutilizzo creativo di materiali di recupero e ha permesso di arredare una parte del cortile scolastico con costi molto contenuti.
La prima scelta, di utilizzare lenze da pesca per tenere insieme le bottiglie, si è rilevata inadeguata, visto che non era abbastanza resistente. Il problema è stato risolto con l’utilizzo di fili d’acciaio rivestiti di plastica, quelli che normalmente si usano per stendere il bucato.
I bambini hanno apprezzato il lavoro e sono rimasti soddisfatti sia del loro coinvolgimento nel disegno del percorso sia del risultato finale.

Title: Minitauro
Date: May 2012
Location: Turin – Italy
In collaboration with:
“G. Deledda” Nursery school and Kindergarten
Team: Alessandro Grella, Pasquale Onofrio, Alberto Rudellat, Giuseppe Vinci
Keywords: setting, self-build, school, bottles, labyrinth, participation, creative reuse, playing, environmental education

Objectives

To realize an installation – a children’s play with recycled materials in the Deledda’s schoolyard (Turin), through a self-building workshops with children, parents and teachers.

Description

The Minitauro project was commissioned by Deledda Nursery school and Kindergarten, in order to furnish a part of the outdoor playground through a self-build workshop that involved children, parents and teachers in the implementation of the facilities and furnishings.
Together with the participants was decided to make a path-maze consisting of 22 partitions made by metal frame and
recycled plastic bottles in four colors (transparent, blue, green, orange). With this purpose, participants were asked to collect, in the days before the workshop, many plastic bottles possible divided by color, while Izmo was responsible for the design and prototyping of the panels. The children were asked to draw the path, using construction tape 1.3 meter long (length of each panel). Finally, with the help of parents and teachers, the panels were placed in the school yard, arranged to form a maze, as indicated by the children.

Methods and languages

  • material and action of reuse
  • participation
  • Self-build construction

Conclusions

The installation was a good example of creative re-use of waste materials and it allowed to furnish a part of the school yard with a very low budget.
The first choice to use fishing line to hold the bottles together
was found inadequate, since it was not strong enough. The problem was solved with the use of steel wires coated with plastics, which is normally used for drying clothes.
The kids enjoyed the work and were satisfied with both their involvement in the design of the course is the final result.

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Vedere lontano

gallipoli_puglia

Qualcuno si lamenta sempre del mal tempo. Il vento gelido da nord che taglia la faccia e penetra nelle ossa.

Qui a Gallipoli è normale. Il mare si increspa, l’aria si congela, ma il lato positivo c’è. Il sole splende, l’aria tersa fa brillare le cose e fa vedere quello che rientra un po’ nel mito locale.

Diciamo che sono cresciuta con la leggenda: sai, dopo una giornata di tramontana si vede la Calabria.

Ovviamente mai vista. E’ un mito, una fesseria.

Fino a ieri.

Ero come al solito ad “errare” a Gallipoli (vedi titolo della mia tesi…). Mi fermo a guardare l’orizzonte. Un tramonto magnifico.

Un’infinità di sfumatore di rosso e arancione, che sprofondano nel blu profondo del mare. E al di là?

Le montagne della Calabria.


io l’ho sempre detto che si vedeva…comunque anche in Calabria gira la stessa voce sulla visione mitica della Puglia

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