Velomuseo

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Titolo: Velomuseo
Data: dicembre 2011
Luogo: Torino
In collaborazione con: Muovi Equilibri, Cecchi Point
Team: Pasquale Onofrio, Giuseppe Vinci
Keywords: allestimento, autocostruzione, pallet, ponteggio, tubi Innocenti

Obiettivi

Allestire la nuova sede del Velomuseo, nell’area espositiva del Magazino all’interno del hub culturale Cecchi Point. Progettazione e realizzazione in autocostruzione di elementi di arredo utili allo stoccaggio e all’esposizione delle collezione di bici storiche “Giovanni Stella”.

Descrizione

Il Velomuseo è stato realizzato a seguito di una preventiva pianificazione degli spazi interni al Magazzino, della progettazione gli elementi di arredo e dell’individuazione dei materiali da utilizzare. Infine, si è passati alla realizzazione dell’allestimento attraverso pratiche di autocostruzione, coinvolgendo volontari e ciclisti.
Protagonista dello spazio è senza dubbio la scala che si incontra all’ingresso dell’area espositiva. Questa, realizzata completamente con pallet di recupero e sfridi di legno, è stata opportunamente assemblata per ottenere, attraverso un gioco di vuoti e pieni, sbalzi, vani e cassetti utili allo stoccaggio e all’esposizione.
Alla scala sono connessi, attraverso un ponteggio, il soppalco e le quattro gallerie espositive, dove come per uno schedario, sono catalogate le bici in funzione della tipologia e periodo storico.

Metodi e linguaggi

  • materiali e pratiche di riutilizzo
  • autocostruzione

Conclusioni

L’allestimento dell’area espositiva del Velomuseo, progettata con ganci utili alla sospensione delle bici ha permesso di facilitare la loro catalogazione. Questo sistema permetterà l’implementazione della collezione in previsione di futuri nuove acquisizioni.
Il tutto è stato eseguito in quattro settimane, nei tempi previsti, rispettando le scadenze e raggiungendo i risultati attesi.
I volontari e i ciclisti sono stati coinvolti nel processo di autocostruzione affidando loro incarichi e mansioni in base alle loro competenze.

Title: Velomuseo
Date: December 2011
Location: Turin – Italy
In collaboration with: Muovi Equilibri, Cecchi Point

Team: Pasquale Onofrio, Giuseppe Vinci
Keywords: setting, self-build, pallets, scaffold, Innocenti Pipes

Objectives

Setting up the new Velomuseo base (old bike museum), in the exhibition area inside the “Cecchi Point” (a community center) Warehouse. Self-build design and manufacturing of furniture items and exposition display for the historical collection of bikes, “Giovanni Stella”.

Description

The Velomuseo was realized following a preliminary warehouse interior planning, a furniture designing and a construction materials identification. Finally, we pass to the set-up realization through practice of self-construction, engaging cyclists and volunteers.
The protagonist of the space is, without doubt, the staircase that visitor meets at the entrance of the exhibition area. This, made ​​entirely with recovery
pallet and scraps of wood, was appropriately assembled to get —through an interplay of plenums and voids— overhangs, compartments,and drawers used as storage and display.
The staircase is connected, through a scaffold, with a loft and with four exhibition galleries, where, as for a file, the bikes are categorized according to the type and historical period.

Methods and languages

  • material and action of reuse
  • Self-build construction

Conclusions

The setting of the Velomuseo exhibition area, designed with hooks useful for hang the bike has allowed to facilitate their cataloging. This system will allow the collection implementation in preparation for future acquisitions.
The whole was carried out in four weeks, on time, respecting deadlines and achieving results.
Volunteers and cyclists were involved in the process of self-building by giving them tasks and duties according to their skills.

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Vedere lontano

gallipoli_puglia

Qualcuno si lamenta sempre del mal tempo. Il vento gelido da nord che taglia la faccia e penetra nelle ossa.

Qui a Gallipoli è normale. Il mare si increspa, l’aria si congela, ma il lato positivo c’è. Il sole splende, l’aria tersa fa brillare le cose e fa vedere quello che rientra un po’ nel mito locale.

Diciamo che sono cresciuta con la leggenda: sai, dopo una giornata di tramontana si vede la Calabria.

Ovviamente mai vista. E’ un mito, una fesseria.

Fino a ieri.

Ero come al solito ad “errare” a Gallipoli (vedi titolo della mia tesi…). Mi fermo a guardare l’orizzonte. Un tramonto magnifico.

Un’infinità di sfumatore di rosso e arancione, che sprofondano nel blu profondo del mare. E al di là?

Le montagne della Calabria.


io l’ho sempre detto che si vedeva…comunque anche in Calabria gira la stessa voce sulla visione mitica della Puglia

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